INGREDIENTI: 12 PERSONE: PER LA FROLLA: 500 gr. farina 200 gr. strutto (oppure 250 gr. burro ) 5 tuorli d’uovo 250 gr. zucchero un pizzico di sale la buccia di un limone PER IL GRANO: 200 gr. grano bagnato 400 cl latte 1 buccia d’arancia fresca 1 noce strutto 1 cucchiaino da tè di zucchero 1 bustina vaniglia PER IL RIPIENO: 300 gr. ricotta fresca di pecora 200 gr. zucchero 5 tuorli d’uovo e 3 albumi 1 pizzico cannella in polvere 1 fialetta d’acqua di fiori d’arancio 20 gr. cedro candito 30 gr. scorzette d’arancia candite PREPARAZIONE: 1° giorno prima di fare la pastiera, fate cuocere il grano nel latte e tutti gli altri ingredienti indicati, fino a quando non si assorbe tutto il latte e tutto ció risulta denso e cremoso. E conservatelo a frigo fino al giorno seguente. Il giorno dopo preparate la pasta frolla in questo modo: disponete a fontana la farina e mettete al centro i tuorli, il burro oppure lo strutto, la buccia grattugiata del limone, lo zucchero e un pizzico di sale. Cominciate a mescolare i vari ingredienti con le mani e incorporate, poco alla volta, la farina. Quando l’impasto diventa piuttosto solido, continuate a spezzarlo con le mani, senza lavorarlo troppo, però, come si fa normalmente, e questo finché non diventa di colore uniforme. Fate riposare l’impasto avvolto in una pellicola per mezz’ora, prima di servirvene. Passate al setaccio la ricotta, aggiungete lo zucchero e lavoratela per 10 minuti, finché non diventi una crema liscia, quindi incorporate uno alla volta i tuorli, quindi il grano cremoso preparato e l’acqua di fiori d’arancio. Aggiungete la cannella, i vari canditi a piccoli pezzi e in ultimo gli albumi montati a neve. Stendete due terzi della pasta frolla piuttosto sottilmente su un foglio di carta oleata e foderate la teglia; poi riempitela con il composto preparato, che sarà piuttosto molle. Con il resto della pasta fate delle strisce di 2 cm con la rotella dentata, e ponetele a griglia sul composto, in modo da ottenere un reticolo di rombi dal quale emerga il ripieno. Cuocete in forno 160C°per un’ora e anche più (dipende dal forno). Il ripieno deve asciugarsi e la pasta frolla deve apparire bionda. Fatela raffreddare senza sformarla e poi, spolverizzatela con zucchero a velo.Purtroppo vi darà un po’ di lavoro ma il risultato è eccellente, farete un figurone. La teglia deve essere di latta, alta 4 cm, che si usa quasi esclusivamente per questo dolce e che, nonostante la sua modestia, si presenta anche in tavola. La pastiera, infatti, non si sforma mai, e anche in pasticceria viene venduta nella teglia di cottura.
INGREDIENTI: PER 4 PERSONE: 320 gr. di riso 300 di polpa di frutta a scelta(banane, prugne,pesche,mele ecc.) 100 gr. di piselli vanno bene anche (surgelati) 1 pompelmo 1 scalogno ½ litro di brodo vegetale 50 gr. di burro 1 bustina di zafferano Sale, pepe PREPARAZIONE: Stufate lo scalogno tritato, con metá burro. Versate il riso, e tostatelo e bagnatelo con il succo di pompelmo. Cuocete il riso per 10 minuti, bagnando con il brodo, dopodiché unite i piselli, lasciate cuocere ancora 5 minuti, aggiungete lo zafferano e la frutta, sbucciata e tagliata a piccoli pezzi, Portate a cottura il riso, condite con il burro rimasto una abbondante macinata di pepe fresco, controllate il sale e servite subito.
INGREDIENTI: (circa 15 bigné) 65 gr. di farina 00 50 gr di burro mezzo cucchiaino raso di zucchero semolato 2 uova piccole sale.
PREPARAZIONE: Versate 1,25 dl di acqua in un pentolino con il il burro. Aggiungete un pizzico di sale, lo zucchero e portate il tutto a ebollizione a fuoco basso, finché il burro è sciolto. Versate tutta la farina in un colpo solo nella pentola e mescolate bene con un cucchiaio, lavorando sempre sul fuoco. Continuate a mescolare finché l’impasto si raccoglie a palla. Di solito avviene piuttosto rapidamente, ma dipende dalla farina usata. Spegnete subito la fiamma. Lasciate intiepidire per qualche minuto. Rompete le uova in una ciotolina e sbattetele. Versatele nel pentolino e mescolate energicamente. L'uovo verrà assorbito dalla pasta poco a poco. Otterrete alla fine un impasto piuttosto sodo, che si mescola quasi a fatica con il cucchiaio. Versate questa pasta in una tasca da pasticcere, senza la bocchetta in questo caso e deponete su una placca coperta con carta da forno dei mucchietti di pasta circa 2 cm. di diametro lasciate un po di spazio tra loro. Se non avete la tasca, deponete delle piccole cucchiaiate di impasto: prendete un cucchiaino pieno di impasto e staccatelo sulla placca aiutandovi con un altro cucchiaio. Mettete la placca nel forno già caldo a 210° circa. Lasciate cuocere per 20 minuti, senza mai aprire lo sportello del forno durante i primi 15 minuti. Quando i bigné sono dorati (avranno almeno raddoppiato il loro volume iniziale), bucate il fondo rigirandoci la punta di un coltellino e rimettete nel forno spento per qualche minuto: questo permette all'umidità all'interno di uscire. Togliete i bigné dal forno e lasciateli raffreddare prima di farcirli. Sono ottimi con crema pasticcera . Ma potete preparare i bigné con panna montata oppure con un miscuglio di panna montata e crema pasticcera e coperti con salsa di cioccolato.
NGREDIENTI: Per 4 persone 4 sogliole 1 bicchiere di vino bianco 2 tuorlo 50 gr. di burro 2 cucchiaio di salsa di pomodoro 2 cucchiaio di farina 2 limoni prezzemolo
PREPARAZIONE: Spellate le sogliole e tagliatele la testa. Infarinatele e fatele sfriggere in una padella con olio prima da un lato e poi dall’altro lato delicatamente, salate e pepate, cambiate con una padella senza olio e versateci le sogliole cotte, una spruzzatina di vino bianco lasciate evaporare e togliete dal fuoco. Intanto fate sciogliere il burro in un tegamino con la farina e una tazza d'acqua; salate e togliete dal fuoco. Unite il tuorlo, la salsa di pomodoro e il succo di 1/2 limone; versate poi la salsa sul pesce in padella per pochi minuti e servite guarnite con fettine di limone rimasto, e prezzemolo tritato.
INGREDIENTI: PER 4 PERSONE: 200 gr. salame milano 250 gr. di farina 50 gr. di pancetta tesa 20 gr. di lievito di birra 4 cucchiai di olio di oliva 150 gr. di provolone dolce 50 gr. di pecorino grattugiato 1 uovo sale pepe
PREPARAZIONE: Sciogliete il lievito di birra in 1 dl di acqua tiepida. Setacciate la farina e lavoratela energicamente con 2 cucchiai di olio, sale e pepe. Amalgamate il lievito e lavorate ancora 5 minuti, sbattete l'uovo con il pecorino e incorporate al composto continuando a lavorare per qualche minuto, al termine modellate una palla e fate riposare per 1 ora. Spellate il salame e tagliatelo prima a bastoncini e poi a dadini molto piccoli , riducete alla stessa dimensione la pancetta e il provolone e mescolate tutto. Tirate la pasta con il matterello allo spessore di 1 cm, distribuite su tutta la superficie il ripieno , arrotolate e unite le estremità formando una ciambella . Ungete con l'olio rimasto, una placca da forno, poggiatevi la ciambella e fate cuocere a 180 °C per circa 45 minuti, o finché la superficie sarà ben dorata. Servite tiepido.
INGREDIENTI: 4 PERSONE: 500 gr. di bucatini 1 kg di pomodori pelati 200 gr. di guanciale o pancetta olio d'oliva peperoncino pecorino
PREPARAZIONE: Mentre l'acqua per cuocere la pasta inizia a bollire tagliare la pancetta a dadini non troppo piccoli. In un tegame che dovrà contenere oltre al condimento anche la pasta fate rosolare i dadini in poco olio d'oliva per pochi minuti. Aggiungete il peperoncino e, il pomodoro precedentemente sbollentato, privato dei semi e tagliato a pezzetti. Fate cuocere il sugo per una ventina di minuti mescolando di tanto in tanto, per non farlo attaccare. Quando il sugo è pronto buttate la pasta nell'acqua salata. Prima di scolare la pasta (al dente!) aggiungere al sugo una manciata di pecorino e mescolate. Scolate i bucatini versandoli nel tegame. Altra manciata di pecorino e ripassare a fuoco basso per 1-2 minuti. Servite immediatamente direttamente nel piatto accompagnato con il pecorino grattugiato per chi lo preferisce ancora.
INGREDIENTI: PER 4 PERSONE: zucca decorticata e privata dei semi gr. 750 patate gr. 250 spinaci freschi gr. 250 farina bianca gr. 250 più un poco per la spianatoia formaggio sbrinz (oppure Emmenthal) gr. 70 scalogno 1 noce moscata cannella in polvere burro sale ,pepe
PREPARAZIONE: Tagliate la zucca a fette e cuocetela in forno a 190° per 30' circa, coperta con un foglio di alluminio. Intanto fate lessare le patate con la buccia, mettendole in acqua inizialmente fredda. Appena saranno cotte, pelatele e passatele allo schiacciapatate facendo cadere il ricavato su gr. 250 di farina, già allargata a fontana sulla spianatoia. Passate allo schiacciapatate anche la zucca e, se il purè risultasse acquoso, mettetelo in una casseruola e fatelo asciugare, a fuoco vivo, senza alcun condimento. Dopo che si sarà ben asciugato, aggiungetelo alle patate passate; condite il composto con una grattata di noce moscata, un pizzico di sale, quindi impastate. Sulla spianatoia abbondantemente infarinata, preparate con l'impasto dei cilindri poco più grossi di un dito e tagliateli a pezzettini uguali tipo (gnocchi). Man mano che saranno pronti, trasferiteli su un largo vassoio infarinato. Portate a bollore una pentola colma d'acqua salata che vi servirà per lessare gli gnocchi e, intanto, pulite gli spinaci, sbollentateli, scolateli, fateli insaporire in una noce di burro, salateli e pepateli. A parte mettete a sciogliere gr. 20 di burro con uno scalogno tritato. Lessate gli gnocchi, scolateli non appena affioreranno alla superficie e trasferitali in una pirofila. Conditeli con gli spinaci rosolati, il burro aromatizzato allo scalogno, un grosso pizzico di cannella, tutto il formaggio , quindi passateli a gratinare nel forno riscaldato alla massima temperatura. Servite gli gnocchi senza muoverli dalla pirofila.
INGREDIENTI: PER 6 PERSONE: 1 zucca di 1,700 Kg 300 gr. di zucchine 300 gr. spinaci freschi 150 gr. fontina 150 gr. di cipolla 100 gr. di prosciutto cotto Parmigiano grattugiato q.b. Olio d’oliva Sale e pepe
PREPARAZIONE: Tagliate il cappello alla zucca praticando una incisione orizzontale a circa due terzi di altezza. Quindi svuotatela dalla polpa lasciandole un bordo di circa un centimetro; recuperate anche la polpa del cappello ed eliminate tutti i semi. Avvolgete separatamente la zucca e il cappello in un foglio d’alluminio e passate tutto in forno a 170 ° per 35 minuti circa. Intanto montate gli spinaci, lavateli e scottateli in acqua bollente. Riducete la cipolla ad anelli, le zucchine a rondelle, la polpa di zucca a tocchi. Stufate in padella, in un filo d’olio, la cipolla e la zucca, salate e pepate. Separatamente fate saltare a fuoco vivo le zucchine e gli spinaci strizzati. Togliete dal forno la zucca che si sará ammorbidita e riempitela a strati con parte di zucchine, gli spinaci, e lo stufato di polpa di zucca condendo ogni strato con sale e pepe e abbondante formaggio parmigiano. Dopo i primi strati di solo verdure, proseguite nel riempimento della zucca con fettine di fontina e prosciutto cotto, alternando al resto delle verdure, sempre Procedendo a strati. Finite con un’abbondante spolverata di parmigiano grattugiato, chiudete la zucca con il suo cappello avvolgetela con un grande foglio di carta d’ alluminio e passatela in forno a 170 ° per circa 30 minuti. Sfornate e portatela in tavola bella calda.
125 gr. di farina 00 125 gr. di zucchero semolato 2 uova 4 dl di latte 30 gr. di burro fuso burro sale Per il ripieno 1 vaso di Nutella da 200 gr.
PREPARAZIONE: Mescolate la farina con lo zucchero e un pizzico di sale. A parte, sbattete le uova con il latte, unite il burro fuso quasi freddo e incorporate il composto alla miscela di farina: dovete ottenere una pastella senza grumi; fatela quindi riposare per mezz'ora. Scaldate un padellino di 12 cm di diametro, spennellatelo di burro e versate mezzo mestolino di pastella, distribuendolo in modo omogeneo: cuocete la crepe da ambo i lati e fatela scivolare in un piatto. Dovete ottenere 18 crepes sottilissime. Spalmatele con uno strato di nutella e arrotolatele strettamente, dando loro forma di sigaro, mettete a frigorifero e serviteli freddi.
PREPARAZIONE: PER 4 PERSONE: 250 gr. di Pappardelle 300 gr. di funghi porcini 1 cucchiaio di prezzemolo tritato 1 spicchio d'agio tritato 1 scalogno tritato 1 bicchierino di brandy 100 gr, di scampi 3 zucchini Olio d’oliva Sale e pepe
PREPARAZIONE: Rosolate l'aglio, il prezzemolo e lo scalogno in poco olio. Unite i funghi a fettine e cuocete per alcuni minuti. Quando avranno perso la loro acqua, bagnate col brandy, fate evaporare e unite i zucchini lavati e spuntati e tagliati a rondelle. Riducete la fiamma, salate e pepate e proseguite la cottura per 8-9 minuti, aggiungete gli scampi puliti e senza gusci aggiustate il pepe, il sale, aromatizzate con poche foglie di basilico e togliete dal fuoco. Lessate le pappardelle, in abbondante acqua salata, scolatele lasciandogli un pó di acqua di cottura e mescolate con la salsa preparata, lasciate pochi minuti insaporire a fuoco alto e servite subito spolverizzando col formaggio.
INGREDIENTI: BISCOTTI PER COLAZIONE. 1 kg. di farina 4 uova 150 gr. di olio d’oliva 350 gr. zucchero 120 gr. di latte 2 bustine di vanillina scorza di 1 limone grattugiata 20 gr. Ammoniaca per dolci (si acquista in farmacia a peso)
PREPARAZIONE: Scaldare leggermente il latte e sciogliervi l’ammoniaca. Montare le uova + lo zucchero (frullino vel. 4 per 15 min.). Sempre montando, versare poco per volta l’olio e poi il latte in modo da non smontare il composto. Poi la vanillina e la scorza del limone. Togliere il frullino e inserire la frusta alla velocità minima. Setacciare la farina e versarla 1 cucchiaio alla volta al composto. Si impiegano circa 20 minuti. Si forma un composto omogeneo simile alla frolla, che non si attacca alla spianatoia. Staccare un pezzo e formare un cilindro (come per gli gnocchi), lavorarlo con lo zucchero semolato al posto della farina, tagliare i biscotti della lunghezza di 10-12 cm. Appiattirli e disporli nella placca foderata con carta da forno, distanziandoli abbastanza. Forno già a 180°C per 20 minuti Si conservano per molti giorni in scatola di latta o vetro. Sono deliziosi nel cappuccino.
INGREDIENTI: PER 12 PERSONE: (per 2-3 focacce) 400 g di farina integrale 10 g di olio di oliva (+10 g per ungere) 30 g di lievito di birra 200 g di acqua 35 g di fruttosio 400 g di pere sale q.b. PREPARAZIONE: Sciogliere il lievito di birra in acqua tiepida e impastare la farina con l’olio, un bel pizzico di sale e 30 g di fruttosio. Lasciar lievitare per circa 20’ , impastare di nuovo e dividere la pasta in 2 parti ungere 2 teglie del diametro di circa 30 cm e stendere la pasta. Lavare le pere, con lo scava zucche togliere i semi all’interno e poi con l’affetta patate ricavare tante fettine sottili da distribuire sulla pasta. Spolverizzate i restanti 5 g di fruttosio sulla frutta. Attendere circa 20’ per la seconda lievitazione e poi infornare per 20 ‘ in forno precedentemente riscaldato a 180°. Se si preferisce la pasta più sottile dividere l’impasto in tre parti utilizzando teglie dal diametro di 25 cm.
INGREDIENTI: PER 6 PERSONE: pasta per bignè 400 gr. crema pasticciera gr.400 100 gr. di canditi zucchero a velo 150 gr. caffè forte 1 cucchiaino succo di limone 3 gocce chicchi di caffè cioccolato 2 cucchiai scorza di cedro candita 20 gr.
PREPARAZIONE: Dei pasticcini. Scaldate il forno a 200° coprite due placche con carta da forno. Riempite con la pasta da bigné una tasca da pasticceria dotata do bocchetta rotonda e liscia. Formate sulle placche bastoncini di pasta lunghi 2 cm, fino a esaurimento dell'impasto. Per evitare che si incollino fra loro durante la cottura, formateli tenendoli ben distanziati gli uni da gli altri. Cuocete 20 minuti senza aprire il forno. Dunque spegnete il forno e lasciatevi riposare i pasticcini 15 minuti. Quindi appena terminato il tempo richiesto, tagliate i pasticcini dal lato lungo con un coltellino. Apriteli come se fossero scatoline. Riempiteli di crema pasticciera mescolata con i canditi tagliati a cubetti, (asciate pochissimi quadretti di cedro per la guarnizione), chiudeteli.
Fare la glassa: Dividete in 2 ciotole lo zucchero a velo facendolo passare attraverso un colino in questo modo evitate di formare grumi quando impastate lo zucchero. Per avere glasse più lisce, potete aggiungere 1 pizzico di sale. Unite in una ciotola il caffè, nell'altra le gocce di limone. Mescolate vigorosamente lo zucchero dei 2 recipienti con 2 cucchiai diversi. Le glasse devono diventare perfettamente lisce. Versate sulla parte superiore di ogni pasticcino un po' di glassa. Decorate metà pasticcini con la glassa scura al caffè e metà con quella chiara al limone. Lasciate indurire 5 minuti la glassa. Dividete il cedro in cubetti, appoggiate sui pasticcini scuri un chicco di caffè. Decorate i pasticcini chiari con un cubetto di cedro candito. Fate riposare 30 minuti. Sistemate i pasticcini dentro ad un piatto e servite.
La festa è stata bellissima, gli amici si sono divertiti e vi hanno fatto tanti complimenti per il pranzo. Allora, perché quell'aria sconsolata? Anche se vi siete imbrattata la camicetta o vi hanno sporcato il tappeto, non perdetevi d'animo: il rimedio c'é.
Intervento d'urgenza Vi trovate fuori casa? Non avete il tempo di smacchiare il capo? Niente paura. Basta fare subito qualche piccola operazione e il danno sarà limitato. Potrete pulirlo dopo, in tutta calma. Se la sostanza che ha causato la macchia è solida, raschiatela delicatamente con un cucchiaino, la lama di un coltello oppure uno straccio asciutto. Se è liquida (brodo o vino) tamponate con un panno assorbente o un tavogliolo di carta (attenzione: lascia pelucchì). Quando la macchia è di unto copritela con talco o saponaria (la assorbiranno) e dopo qualche minuto spazzolate. Se la vostra 'medaglia" non è grassa e il capo si può favore ad acqua, bagnatelo con acqua fredda (diluirò o rimuoverà in parte lo sporco).
DA NON DIMENTICARE Prima di smacchiare, ricordate sempre che: Molti prodotti smacchianti sono nocivi, infiammabili o irritanti. Quindi, usate i guanti e aerate il locale.
Non mischiate mai i prodotti di cui non conoscete i componenti: potreste fare danni irreparabili. Usate sempre stracci puliti e bianchi. Quelli colorati possono stingere a contatto con i prodotti.
Per controllare che un capo colorato non stinga, fate una prova su un angolo con acqua e sapone. Bisogna mettere un panno pulito sotto la macchia: assorbirlo sporco e non lo farà passare dall'altra parte. È meglio intervenire sulla macchia dal bordo verso il centro: eviterete così la formazione di aloni.
Non mettete il capo in lavatrice se lo smacchiante non è asciutto: l'acqua può ridurre l'efficacia del prodotto. Non bisogna mai stirare un capo appena smacchiato: il calore fisserebbe la macchia.
GLI INDISPENSABILI Tenete tutto quanto vi occorre nello stesso posto, lontano dalla portata dei bambini. Vi serviranno: straccetti bianchi (meglio se di lino o cotone); spu-gnette; spazzole rigide e morbide; carta assorbente bianca; catini e bacinelle in vetro o porcellana (non di metallo, che può reagire a contatto con i prodotti), quanti di gomma.
PRODOTTI: la lista sembra lunga, ma con molta probabilità scoprire- te di averli già in casa. Ognuno di loro ha un compito preciso e va utilizzato a proposito, perché sia efficace e non dannoso. Ecco quali sono e a che cosa servono. Una "medaglia"? Come "pronto Intervento", se è solida raschiatela; se è liquida, tamponatela con un tovagliolo.
Acqua ossigenata a 10 volumi: efficace per togliere le macchie di vino, caffè e inchiostro. Non va usata su lana, seta, nylon.
Acetone: scioglie i grassi, le vernici e le colle cellulosiche. Può essere impiegato sui tessuti naturali e sintetici, ma mai sulle fibre come il rayon e gli acetati. È un prodotto infiammabile e i suoi vapori sono tossici.
Alcol a 90°: fa sparire le macchie di erba sui tessuti bianchi di cotone o lana. Non va usato puro sugli acetati o i tessuti sintetici perché li rovina.
Alcol denaturato: elimina tracce di vino, caffè, cioccolato e colla (quando è fresca) non vinilica o cellulosica. Attenzione: è infiammabile.
Ammoniaca: usata diluita, elimina le vecchie macchie di sangue, caffè e colla vinilica; sgrassa anche i colli e i polsi delle camicie. Sempre diluita nell'acqua di risciacquo, elimina gli aloni di traspirazione. Non va mai usata pura nel risciacquo. Attenzione: i suoi vapori sono tossici.
Benzina: efficace per eliminare le macchie di grasso e di vernice o pittura. Attenzione: è infiammabile e può lasciare aloni.
Candeggina: smacchia la biancheria e i colorati garantiti solidi (ma che lo siano veramente!). Diluita, può essere impiegata anche sui tessuti sintetici e quelli artificiali come viscosa o rayon. Attenzione alle dosi: sulle fibre vegetali, due cucchiai ogni litro d'acqua; uno, sulle altre. Non usatela mai su lana e seta e con molta precauzione sul nylon. Non mischiatela con ammoniaca e acidi.
Petrolio: diluisce le vernici e sgrassa alcuni tessuti. Attenzione: è infiammabile.
Talco e saponaria: assorbono i grassi su tessuti, tappeti e moquette. La saponaria è ancora più efficace del talco.
Trementina, o acqua ragia: elimina le macchie unte e grasse come il catrame. È efficace anche per le vernici e le tinture, la cera e le tracce di muffa. Può lasciare però aloni. È un prodotto irritante e non va mai usato su rayon e acetati.
Trielina: scioglie i grassi, l'olio, la cera, le tinture. Non è infiammabile, ma i suoi vapori sono tossici.
BISOGNA AVERE OCCHIO
Non tutti i tessuti si puliscono allo stesso modo o sopportano gli stessi prodotti. Quindi, la prima cosa da fare è stabilire il tipo di tessuto che si è macchiato leggendo l'etichetta (che indica anche come si può pulire il capo). Poi bisogna individuare il tipo di macchia (d'unto, di caffé, di vino o cioccolata).
ETICHETTA SENZA MISTERI
Vaschetta con acqua, II numero indica la temperatura massima dell'acqua. Risciacquo e centrifugazione normali. 95° Vaschetta con acqua, il numero indica La temperatura massima dell'acqua. 60° Risciacquo e centrifugazione normali. Vaschetta con mano nell'acqua. In questo caso, la temperatura massima dell'acqua è di 40°. Il risciacquo deve essere molto delicato e non bisogna torcere il capo. Vietata l'acqua una croce sulla vaschetta: non si può lavare né a mano né a macchina, quindi un lavaggio a secco in lavanderia. Il triangolo (vuoto o con le lettere CP) indica che si possono usare prodotti a base di cloro (candeggina). Candeggio vietato- Un triangolo sbarrato: non si può candeggiare.
Stiratura a secco, a vapore Il ferro da stiro con un pallino indica che il calore della piastra deve essere debole: 110° al massimo (a secco). Due pallini; temperatura moderata, al massimo 150° (a secco e a vapore). Tre pallini: calore forte, temperatura massima 200 gradi (a secco e a vapore). Vietata la stiratura -Ferro da stiro sbarrato: il tessuto non sopporta il calore.
Lavaggio a secco Un cerchio (con o senza lettera): il capo si può lavare a secco. Lettera A: trattamento intensivo (solventi normali). Lettera P: trattamento medio (si possono usare solventi come benzina epercloroetilene. Vietata la trielina).
Cerchio con la lettera F: trattamento delicato (in tintoria dovranno usare idrocarburi e trifluorotricloroetano). Vietato lavaggio a secco Cerchio sbarrato: il tessuto non sopporta i solventi.
Primo di tutto, bisogna individuare il Tre modi per dire lana
Pura Lana Vergine; è contrassegnata dal gomitolo in bianco e nero. Questo simbolo e la sua dicitura possono essere usati solo quando la lana è nuova di tosa e il tessuto non è misto. Misto lana Vergine: lo stesso simbolo del gomitolo, ma in nero, indica che sono presenti altre fibre (comunque la lana vergine deve essere almeno il 60%). Pura Lana: quando sull'etichetta è presente questa dicitura, significa che la lana non è nuova di tosa, ma rigenerala dalla lavorazione di scarti industriali o stracci.
La famiglia delle macchie- Ce ne sono di tanti tipi e ognuna si combatte in modo diverso. Unte: come olio burro, cera di candela. I grassi non sono solubili in acqua: si eliminano con solventi come acqua ragia o petrolio.
Molto grasse: come catrame, nafta. Difficili da eliminare, per prima cosa è meglio scioglierle con un altro grasso (olio o burro).
Non grasse di origine animale: come uova, latte, sangue, urina, sudore. Contengono proteine resistenti ai solventi a base di petrolio. Vanno subito sciacquate con acqua fredda.
Non grasse di origine vegetale: come birra, fango, caffè, cioccolato, frutta, vino, tè, erba. A causa del tannino presente in queste sostanze, le macchie non vanno insaponate subito, perché si rischia di fissarle.
Chimiche: come colla, in chiostro, mercurocromo, profumo, tinta per i capelli, vernici. Non sempre i risultati sono garantiti, anche usando prodotti specifici. Queste macchie possono modificare il colore del tessuto.
Metalliche: come ruggine, liquidi ferruginosi. Si possono eliminare solo con prodotti specifici.
Miste: come lucido da scarpe, cera, fondotinta, rossetto, smalto, muffa. Contengono grassi e pigmenti (cioè colorazioni ) quindi bisogna agire in due tempi e con più prodotti.
E se la macchia è vecchia e non riuscite a riconoscerla a prima vista ricordate che: quelle oleose sono più scure al centro; quelle solubili in acqua induriscono la stoffa; quelle zuccherine e amidacee diventano biancastre e rendono piu rigide il tessuto.
La festa è stata bellissima, gli amici si sono divertiti e vi hanno fatto tanti complimenti per il pranzo. Allora, perché quell'aria sconsolata? Anche se vi siete imbrattata la camicetta o vi hanno sporcato il tappeto, non perdetevi d'animo: il rimedio c'é.
Intervento d'urgenza Vi trovate fuori casa? Non avete il tempo di smacchiare il capo? Niente paura. Basta fare subito qualche piccola operazione e il danno sarà limitato. Potrete pulirlo dopo, in tutta calma. Se la sostanza che ha causato la macchia è solida, raschiatela delicatamente con un cucchiaino, la lama di un coltello oppure uno straccio asciutto. Se è liquida (brodo o vino) tamponate con un panno assorbente o un tavogliolo di carta (attenzione: lascia pelucchì). Quando la macchia è di unto copritela con talco o saponaria (la assorbiranno) e dopo qualche minuto spazzolate. Se la vostra 'medaglia" non è grassa e il capo si può favore ad acqua, bagnatelo con acqua fredda (diluirò o rimuoverà in parte lo sporco).
DA NON DIMENTICARE Prima di smacchiare, ricordate sempre che: Molti prodotti smacchianti sono nocivi, infiammabili o irritanti. Quindi, usate i guanti e aerate il locale.
Non mischiate mai i prodotti di cui non conoscete i componenti: potreste fare danni irreparabili. Usate sempre stracci puliti e bianchi. Quelli colorati possono stingere a contatto con i prodotti.
Per controllare che un capo colorato non stinga, fate una prova su un angolo con acqua e sapone. Bisogna mettere un panno pulito sotto la macchia: assorbirlo sporco e non lo farà passare dall'altra parte. È meglio intervenire sulla macchia dal bordo verso il centro: eviterete così la formazione di aloni.
Non mettete il capo in lavatrice se lo smacchiante non è asciutto: l'acqua può ridurre l'efficacia del prodotto. Non bisogna mai stirare un capo appena smacchiato: il calore fisserebbe la macchia.
GLI INDISPENSABILI Tenete tutto quanto vi occorre nello stesso posto, lontano dalla portata dei bambini. Vi serviranno: straccetti bianchi (meglio se di lino o cotone); spugnette; spazzole rigide e morbide; carta assorbente bianca; catini e bacinelle in vetro o porcellana (non di metallo, che può reagire a contatto con i prodotti), quanti di gomma.
PRODOTTI: la lista sembra lunga, ma con molta probabilità scoprirete di averli già in casa. Ognuno di loro ha un compito preciso e va utilizzato a proposito, perché sia efficace e non dannoso. Ecco quali sono e a che cosa servono. Una "medaglia"? Come "pronto Intervento", se è solida raschiatela; se è liquida, tamponatela con un tovagliolo.
Acqua ossigenata a 10 volumi: efficace per togliere le macchie di vino, caffè e inchiostro. Non va usata su lana, seta, nylon.
Acetone: scioglie i grassi, le vernici e le colle cellulosiche. Può essere impiegato sui tessuti naturali e sintetici, ma mai sulle fibre come il rayon e gli acetati. È un prodotto infiammabile e i suoi vapori sono tossici.
Alcol a 90°: fa sparire le macchie di erba sui tessuti bianchi di cotone o lana. Non va usato puro sugli acetati o i tessuti sintetici perché li rovina.
Alcol denaturato: elimina tracce di vino, caffè, cioccolato e colla (quando è fresca) non vinilica o cellulosica. Attenzione: è infiammabile.
Ammoniaca: usata diluita, elimina le vecchie macchie di sangue, caffè e colla vinilica; sgrassa anche i colli e i polsi delle camicie. Sempre diluita nell'acqua di risciacquo, elimina gli aloni di traspirazione. Non va mai usata pura nel risciacquo. Attenzione: i suoi vapori sono tossici.
Benzina: efficace per eliminare le macchie di grasso e di vernice o pittura. Attenzione: è infiammabile e può lasciare aloni.
Candeggina: smacchia la biancheria e i colorati garantiti solidi (ma che lo siano veramente!). Diluita, può essere impiegata anche sui tessuti sintetici e quelli artificiali come viscosa o rayon. Attenzione alle dosi: sulle fibre vegetali, due cucchiai ogni litro d'acqua; uno, sulle altre. Non usatela mai su lana e seta e con molta precauzione sul nylon. Non mischiatela con ammoniaca e acidi.
Petrolio: diluisce le vernici e sgrassa alcuni tessuti. Attenzione: è infiammabile.
Talco e saponaria: assorbono i grassi su tessuti, tappeti e moquette. La saponaria è ancora più efficace del talco.
Trementina, o acqua ragia: elimina le macchie unte e grasse come il catrame. È efficace anche per le vernici e le tinture, la cera e le tracce di muffa. Può lasciare però aloni. È un prodotto irritante e non va mai usato su rayon e acetati.
Trielina: scioglie i grassi, l'olio, la cera, le tinture. Non è infiammabile, ma i suoi vapori sono tossici.
INGREDIENTI: PER 4 PERSONE: pasta da pizza (vedi categoria IMPASTI Di BASE) 150 gr. di salame napoletano piccante 100 gr. di mozzarella 200 gr. di ricotta romana 2 uova 50 gr. di grana grattugiato 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva farina, sale pepe PREPARAZIONE Tagliate la mozzarella a dadini, raccoglieteli in un colino e lasciateli sgocciolare. Passate la ricotta attraverso un piccolo setaccio, schiacciandola con un cucchiaio. Incorporate alla ricotta i dadini di mozzarella, il grana grattugiato, le uova; salate, pepate. Togliete la pelle al salame, dividetelo a pezzetti delle stesse dimensioni della mozzarella e incorporateli alla ricotta. Dividete la pasta da pizza in 4 palline; appoggiateli, uno per volta, sulla spianatoia infarinata e stendeteli con il matterello in 4 dischi. Mettete su metà di ogni disco un sesto del ripieno, ripiegatevi sopra la metà di pasta rimasta libera e sigillate i bordi. Trasferite i calzoni sulla placca unta di olio e cuoceteli nel forno caldo a 230° per 20 minuti. Prima di servire, spennellateli con un filo d'olio.
INGREDIENTI: PER 4 PERSONE: gr. 400 penne rigate 2 fett2 di pancetta 250 gr. ricotta romana sale pepe nero in grani Formaggio parmigiano PREPARAZIONE: Lessate la pasta in abbondante acqua salata e, mentre cuoce, fate soffrigere la pancetta tagliata a strisciette con un po’ di burro, appena rosolata stemperate la ricotta direttamente in padella con alcuni cucchiai dell’acqua della pasta (essendo questa già salata, non è necessario salare). Unite alla ricotta abbondante pepe appena macinato e amalgamate bene. Scolate la pasta (non troppo) e mescolatela subito alla ricotta, servendo immediatamente, per chi lo preferisce servite il formaggio grattugiato a parte. Questa é una ricetta molto semplice e rapida, ma ottima. È importante che la ricotta sia freschissima, basta una leggera nota acidula che rovina il risultato.